Daniela: “Con i contributi ‘de minimis’ ho realizzato il mio sogno”

La giovane maestra cagliaritana ha coronato il sogno di aprire un nido grazie ai fondi erogati dal Comune

| di Angelo Ciardullo
| Categoria: Storia

Daniela Pinna ha finalmente coronato il suo sogno. Laureata in Scienze dell’Educazione e con una lunga esperienza sul campo, grazie ai contributi”de minimis” del Comune di Cagliari è riuscita – non senza sacrifici – ad aprire il suo asilo nido. Lo ha chiamato “Il Piccolo Principe”. Si trova in via Ticino, nel quartiere di S. Avendrace. A sostenerla in questa avventura, la sua collega Francesca Melosu. Insieme, le due maestre si occupano oggi di quaranta “piccoli principi” di età compresa tra 0 e 36 mesi.

Daniela, quando è nata in voi l’idea del “Piccolo Principe”?

Io e la mia socia Francesca eravamo dipendenti dell’asilo nido di via Ticino prima che la struttura chiudesse i battenti nel 2012. Abbiamo deciso di riaprirla insieme quando abbiamo visto che il locale era in affitto. In quello stesso periodo era appena uscito il bando “de minimis” del Comune di Cagliari per l’anno 2013. Costituita la società, abbiamo partecipato alla gara, riuscendo a figurare nella graduatoria finale resa nota a dicembre.

Come avete impiegato la cifra stanziata dal Comune?

Buona metà del contributo, che ammontava a 47 mila euro erogati in due tranche, ci è servita per ristrutturare internamente il locale, fornirlo di botole di luce e apportare altri interventi di natura edilizia. Con la prima tranche, che copriva il 75-80% dell’importo totale a fondo perduto, abbiamo avviato i lavori e finito il piano di spesa. Con la seconda, erogata verso la fine dell’anno a fronte della fideiussione, abbiamo concluso l’allestimento del nido. Dalla vincita del bando abbiamo impiegato un anno per portare integralmente a termine i lavori perché abbiamo dovuto attendere un po’ tempo prima di vederci erogata la somma. Questo ci ha creato qualche difficoltà con i fornitori e il locatore dello stabile con il quale avevamo già stipulato il contratto di affitto.

Avete riscontrato difficoltà anche nell’ottenere la fideiussione?

Sì. Le compagnie assicurative sono comprensibilmente un po’ prevenute. E tante volte il “de minimis” finisce per rivelarsi un buco nell’acqua perché non vengono scelti bene i progetti da finanziare. Tante volte i fondi vengono stanziati a sostegno di attività fin troppo presenti sul territorio a discapito di altri servizi che andrebbero potenziati o che mancano del tutto. Il nostro era un business plan ben organizzato, orientato a fornire un servizio in una zona sfornita di asili nido. Immaginavamo che la nostra scommessa avrebbe potuto dare i frutti sperati.

Quali sono i servizi che offrite ai bambini nel vostro nido?

Accanto all’attività didattica classica cerchiamo di sviluppare tutta una serie di progetti educativi che definiamo passo per passo nel corso dell’anno. Abbiamo poi diversi laboratori, come ad esempio quello linguistico o quello musicale. Inoltre ci avvaliamo della collaborazione di tutta una serie di figure professionali come psicoterapeuti infantili e pediatri.

Puoi dirti soddisfatta oggi di quanto sei riuscita a realizzare con l’aiuto del “de minimis”?

Sia io che Francesca siamo positivamente stupite dai risultati ottenuti in tempi relativamente brevi. E ci saremmo dette anche molto soddisfatte del servizio fornitoci dal Comune di Cagliari, se non fosse stato per il ritardo subito nell’erogazione dei contributi. Il lavoro va molto bene, e abbiamo anche superato con successo il controllo della Lattanzio, il gruppo che per conto del Comune si occupa della vigilanza sul corretto andamento dell’attività e sul mantenimento delle condizioni economiche e societarie di partenza. Questo ci riempie di grande soddisfazione e ci dà una carica ancora maggiore per continuare a far bene il lavoro che da sempre amiamo.

Angelo Ciardullo

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