Boncompagni per il romanticismo di Schumann e Brahms

A Cagliari il noto direttore e la soprano Sara Mingardo

| di P.L.
| Categoria: Attualità

Un programma musicale impegnativo dedicato a Brhams e Schumann ha visto protagonisti sul palco del Teatro Lirico il direttore Elio Boncompagni, a capo dell’Orchestra e del Coro della Fondazione cagliaritana, e la soprano Sara Mingardo.

Entrambi personalità di primo piano della scena musicale nazionale ed internazionale, hanno affrontato un repertorio non dei più semplici, soprattutto per il pubblico, esprimendo grande energia e sensibilità nelle varie proposte musicali che si sono alternate nella prima parte.

Opere con una importante componente di vocalità, in particolare quelle con la partecipazione del coro al completo in Schumann e la rapsodia di Brahms con il coro maschile e la contralto solista.

L’inizio era affidato alla Ouverture tragica in re minore op. 81 sempre di Brahms, composizione dal piglio Beethoveniano, con una tessitura armonica molto elaborata e momenti di grande suggestione melodica, affrontata da Boncompagni con una intensa lettura e spunti di romanticismo catartico.

Il programma è proseguito con Nachtlied op. 108 di Robert Schumann, pagina scritta a Dresda nel 1849 su un testo del poeta Christian Friedrich Hebbel.

La presenza del coro del teatro, elemento fondamentale di questo Notturno, ha reso l’atmosfera del romanticismo schumaniano perfettamente aderente all’interpretazione voluttuosa proposta dalla bacchetta di Boncompagni.

Per chiudere la prima parte è entrata in scena la contralto Sara Mingardo, voce potente e squillante, dal timbro morbido, che ha proposto la bellissima Rapsodia per contralto, coro maschile e orchestra di Brahms, accompagnata dalla compagine orchestrale, con l’intervento del coro maschile, guidata da un attento Boncompagni, preciso nel seguire le tante sfaccettature di questo impegnativo lavoro del pieno romanticismo europeo.

La seconda parte era tutta dedicata alla stupenda terza sinfonia di Robert Schumann, meglio nota con il titolo apocrifo di “Renana” e celebre al grande pubblico per il meraviglioso primo tempo, forse uno dei più straordinari capolavori del Schumann sinfonista.

La conduzione di Boncompagni, forte di oltre 50 anni di carriera, ha percorso questo viaggio con grande sicurezza e mostrando una straordinaria conoscenza di una sinfonia che è considerata un vero e proprio caposaldo del repertorio schumaniano di metà secolo.

P.L.

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