Bambini e stereotipi: come educare al rispetto delle differenze

Il progetto Ci_Piacciamo! dell’Associazione Culturale Menabò ospite della rassegna teatrale e cinematografica “La Rosa Bianca”.

| di Elisabetta Gasperini
| Categoria: Associazioni
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La rassegna teatrale e cinematografica “La Rosa Bianca – Un altro genere di storie” apre una finestra sul tema delle discriminazioni e violenze contro le donne. Lo fa attraverso il teatro, il cinema, la fotografia e una serie di incontri e dibattiti. Gli appuntamenti seguiranno un ricco calendario tra Settembre e Dicembre.
Con una visione dello stereotipo e della discriminazione intesi come fenomeni “culturali”, la rassegna si pone l’obiettivo non solo di approfondire il fenomeno, ma di proporre e sottoporre all’attenzione alcuni strumenti funzionali a costruire una modalità di concreto intervento sulla realtà. In quest’ottica, la prima serata è stata dedicata proprio alla tematica della precocità dello sviluppo degli stereotipi di genere nell’infanzia.

E’ ormai chiaro, infatti, che gli stereotipi, e tutte le svariate forme discriminatorie che a essi sovente fanno seguito, si  acquisiscono molto presto nel corso dell’esistenza. Durante i primi anni dell’infanzia, le bambine e i bambini si confrontano con il concetto di differenza: differenza tra sé e il mondo,  differenze tra le persone e gli oggetti che lo abitano, tra le situazioni che lo animano.  Incontrano dunque la differenza e sviluppano la capacità di tradurla. Ciò può avvenire in termini di accoglienza ma anche di diffidenza, di paura, talvolta di disprezzo. Il veicolo di queste delicate lezioni è inevitabilmente  l’adulto, con i suoi comportamenti e le sue parole, con i suoi timori e le sue resistenze.

Se è senz’altro vero che gli adulti corrono il rischio di trasformarsi in “cattivi maestri”, è altrettanto vero che esiste la possibilità di rimediare a quanto trascurato e scegliere di aprirsi a un’educazione rivolta  piuttosto al riconoscimento e al rispetto delle differenze. Per fare questo sono oggi a disposizione degli strumenti preziosi nella loro efficacia: tra gli altri, i libri illustrati per bambini.

E’ questo il linguaggio che l’Associazione culturale Menabò ha deciso di adottare per parlare con le bambine e i bambini, con gli adolescenti e con gli adulti: confrontarsi, e farlo insieme, con le storie narrate attraverso le immagini , finalmente accessibili con facilità tra le proposte dell’editoria italiana per l’infanzia. Il percorso di letture e attività ha il titolo sintetico e fortemente evocativo di “Ci piacciamo!”. Il tema dei pregiudizi è percorso a tutto campo.

Durante la serata del 24 settembre, ecco dunque che abbiamo fatto la conoscenza con Rossociliegia, bimba della Cina di tanti anni fa, che coltiva un desiderio particolare, tale da renderla diversa dalle sue coetanee: lei  non desidera sposarsi, bensì desidera frequentare l’università. Il suo impegno e il suo coraggio la aiuteranno a realizzare questo desiderio, andando contro le aspettative di chi la circonda.
O ancora il Bell’anatroccolo, malvisto dal suo stormo per le sue specifiche e poco comuni qualità, che lo rendono non allineato, riconoscibile come diverso. Saranno proprio queste sue diversità a renderlo capace tuttavia di contrastare con successo le difficoltà della vita e rendersi protagonista di straordinari atti di generosità.
Infine il determinato Zaff, bambino definito bizzarro, per niente interessato alle partite di calcio ma amante degli sfarzosi abiti delle principesse, che tanto vorrebbe indossare e sfoggiare. Arriverà in suo aiuto, tra amici non lo capiscono e che ridono di lui o provano inutilmente a farlo ragionare secondo i loro modelli consolidati, una vera principessa, molto particolare: una di quelle che non vogliono scarpette di cristallo, ma tacchetti da calciatore.


L’idea alla base del progetto Ci_Piacciamo! è più articolata: accanto alle esperienze direttamente vissute tra  bambin* e adolescenti, essa prevede la realizzazione di incontri dedicati espressamente a un pubblico adulto, durante i quali confrontarsi, attraverso la lettura delle medesime storie per l’infanzia, con il proprio bambino nascosto, con le responsabilità di modelli comportamentali consapevolmente o inconsciamente trasmessi e con gli strumenti funzionali all’avvio di un confronto maggiormente sereno con le differenze presenti nel nostro stare al mondo. Perché l’educazione al rispetto, di sé e degli altri, deve iniziare da bambini, ma deve provenire dagli adulti.

Per avere notizie sul cortometraggio “Ma il cielo è sempre più blu” e il documentario “Bomba libera tutti”, e per il resto della rassegna, è possibile consultare il link http://www.ilcrogiuolo.eu/.

*Contatti
Associazione culturale Menabò
associazioneculturalemenabo@gmail.com – www.associazionemenabo.it 
cell. +39 340 6110153 (Giulia Balzano)

Collaboratori: Tiziana Di Benedetto – tixi.dibi@tiscali.it – cell. +39 347 9404071

Elisabetta Gasperini

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