Ivano Argiolas: dopo l'operazione mi sento più forte

Il sardo che ha affrontato l'intervento sperimentale per la Talassemia LE FOTO

| di Francesca Piras
| Categoria: Associazioni
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In una stanza al piano terra dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari ci accoglie Ivano Argiolas. Tutti hanno avuto modo di sentirne parlare. Noi abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e intervistarlo rubandogli un po’ del suo prezioso tempo. Ivano è il presidente della Federazione Thalassa Azione, nata da due anni che lui insieme ai suoi soci e amici ha convertito in Federazione dal giugno 2013. “ Stavamo crescendo talmente tanto che si è creata la necessità di essere il fulcro e la stazione base di un sistema che si stava capillarizzando, sono nati comitati anche a Carbonia, in Gallura, San Gavino, Oristano e altre ancora come Sarrabus, Tuili e Villa San Pietro ”.Nell’agosto 2011 Ivano sente l’esigenza di rendersi parte attiva dell’associazione e mettersi al servizio delle persone che ancora non sanno abbastanza della Talassemia.
La prognosi riguardo la malattia cambia, da chiusa diventa aperta, la ricerca offre  più possibilità non solo di conviverci bene ma addirittura di guarirne. Ivano mi racconta di stare bene, di sentirsi in forma e mi spiega cosa ha significato per lui crescere da bambino, poi ragazzo talassemico.” Io non sono un TALASSEMICO,inteso come individuo talassemico. Io sono IVANO ARGIOLAS, amo andare in moto, ho una fidanzata, mi piace divertirmi, stare con gli amici e tra le altre cose ho anche la talassemia”. Il messaggio non da adito a fraintendimenti, riconoscersi come un individuo non con una malattia. “ Si è vero dall’età di tre mesi ho dovuto affrontare continue trasfusioni, momenti di sofferenza…ma la vita va oltre”.  In sardegna ci sono circa 1000 talassemici, un 13% di popolazione è portatore sano e ci sono circa 60 bimbi sotto i 10 anni affetti da talassemia. Si può condurre una vita generalmente definita normale e da qualche mese a questa parte si è aperta anche una nuova finestra di speranza alla guarigione. Ivano è stato scelto tra 5 candidati per partire a New York e affrontare una cura sperimentale : il Trapianto Genico. “Sono partito prima a marzo per una stimolazione di cellule staminali, in modo tale da produrne la maggiore quantità utile da reimpiantare, poi a luglio sono ripartito con la mia fidanzata. A New York mi è stata fatta una chemioterapia, per far spazio alle nuove cellule del midollo e poi l’operazione vera e propria.Sono stato uno dei tre, insieme a due ragazze siciliane, a sottoporsi al trapianto genico.
“Il Memorial Sloan Ketering Cancer Center di New York è un ospedale in cui il paziente viene curato non solo dal punto di vista prettamente medico ma anche quello psicologico, tantissima attenzione all’aspetto umano e alle difficoltà emotive di questi casi così particolari”. In questo momento Ivano sta bene, forse ancora un po’ provato dalla chemio ma fortemente motivato da questa impresa eroica. Ma lui non la definisce così. Lui si è sentito di affrontare questa sperimentazione consapevole che c’era una percentuale di pericolo di vita. “Ho pensato che dovevo farlo, ho pensato che grazie al mio sacrificio tanti malati di talassemia avrebbero goduto di questa nuova cura e poter vivere una vita senza trasfusioni.” In agenda tanti impegni e tante campagne di sensibilizzazione alla donazione del sangue.La sua missione è uscire dagli ospedali e offrire informazione nelle scuole e nelle piazze,oggi infatti si trova in un liceo di Quartu S.Elena per parlare dell’importanza della donazione del sangue e infondere speranza e ottimismo.Domani sabato 26 Ottobre un appuntamento importantissimo  all’Hotel Regina Margherita, un convegno dal titolo “Talassemia:parliamone insieme”, un ulteriore approfondimento medico e di esperienze sia dei pazienti che dei familiari. Ma di questo vi parleremo ancora perché saremo presenti anche noi.

Francesca Piras

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