Calcolo della pensione sbagliato?Ecco come fare...

| di Federico Marini
| Categoria: Attualità
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Se il calcolo è sbagliato, ricorso entro il 6 luglio. ANAP
Pensionati Confartigianato in allarme: “C’è pochissimo tempo. In
Sardegna interessati migliaia di ex lavoratori”.

Il calcolo della pensione è sbagliato? Per correggere gli errori c’è
tempo solo fino al 6 luglio. Chi non ricorre entro quella data,
infatti, rischia di non vedersi riconosciuta l’esatta somma. Gli ex
lavoratori più a rischio sono quelli con periodi di mobilità negli
ultimi anni: in Sardegna se ne contano a migliaia e oltre 4 milioni in
tutta Italia.

“Ci sono tempi stretti per avviare azioni giudiziarie e intervenire
sulle prestazioni previdenziali liquidate parzialmente o in modo
erroneo”, affermano dall’ANAP Sardegna, l’Associazione dei Pensionati
di Confartigianato Sardegna, “quindi se il pensionato ritiene errato
il calcolo, ma fa richiesta di rettifica all’Inps dopo 3 anni dalla
prima liquidazione, non ha più diritto ai soldi”.

Lo ha stabilito il legislatore che è intervenuto in maniera “pesante”
sul regime della decadenza in materia di prestazioni previdenziali
liquidate parzialmente, fissando in soli 3 anni il termine entro il
quale è possibile attivare il sistema giudiziario, con evidenti
ricadute negative sul diritto di una pensione esatta.

L’allarme è scattato pochi giorni fa in tutta Italia, e al centro del
problema c’è il ricalcolo delle pensioni aggiornato alle stime Istat,
che spesso viene effettuato in modo errato o non effettuato affatto.
Con la conseguenza che l’assegno risulta più basso (o più alto) di
quanto dovrebbe. Il limite massimo per la contestazione contestare ciò
che si riceve è luglio 2014, ma in pochi sanno cosa devono fare.

Per pensione definitiva si intende proprio l’importo, calcolato
dall’Inps, dell’assegno aggiornato secondo le più recenti stime Istat
(su inflazione e costo della vita, ad esempio). Quella che il neo
pensionato percepisce nei primi mesi di addio al lavoro, infatti, è
una pensione temporanea, il cui valore viene calcolato secondo una
stima di massima effettuata dall’Istituto. Essendo temporanea, questa
pensione dovrebbe poi essere ricalcolata e adeguata a quella che è la
realtà del momento, stabilendo l’importo che, per legge, spetta al
pensionato.  Come in tutte le cose che riguardano la burocrazia, però,
anche questa fase non è esente da errori, così molti si ritrovano in
accredito una cifra diversa da quella che dovrebbero percepire. In
negativo ma anche in positivo.

Il fatto è che davvero pochi sono in grado di capire se c’è stato un
errore, o perché non conoscono le regole che guidano il calcolo della
pensione o perché non hanno il tempo (o la voglia) di ricostruire
tutta la propria “carriera” previdenziale per scoprire se e dove si
trova l’inghippo.

La legge italiana prevede che i controlli previdenziali vengano
effettuati solo su esplicita richiesta del pensionato diretto
interessato, il che significa che se non è lui ad accorgersi del
problema nessuno lo farà mai al suo posto.

Quali sono gli elementi che possono portare a un errore nel calcolo?
Secondo l’ANAP Pensionati Confartigianato Sardegna, ad essere a
rischio sono soprattutto coloro che, nel corso della loro vita
professionale, hanno avuto a che fare con periodi anomali. Il che può
significare congedo parentale ma anche periodi di mobilità.

Qui si nasconde la maggior parte degli errori di calcolo, dovuta
probabilmente a una discrepanza tra quanto detta la normativa e quanto
viene applicato effettivamente dall’Inps.

Confartigianato Sardegna, attraverso la sua rete di Patronati INAPA in
tutta l’isola, è a disposizione dei pensionati, soprattutto quelli che
hanno lavorato nel privato, per verificare la propria posizione,
ottenere i necessari chiarimenti e presentare eventuali richieste di
rettifica.

“L’unica strada possibile per la tutela di tutti glie x lavoratori –
concludono dall’ANAP Sardegna, l’Associazione Nazionale Anziani e
Pensionati di Confartigianato – è quella di una modifica normativa,
calibrata per garantire il diritto costituzionale alla giusta
pensione”. Ma i tempi per questa soluzione sono lunghissimi.

Federico Marini

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