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Batte ancora il grande cuore dei cagliaritani

STORIA DI PRINCET E DI VITTORIA, dal barcone ai portici di via Roma

| di FRANCESCA RAVOT
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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E' una assolata mattinata d'inverno, un giovedì appena sotto Natale. Ieri, cioè. Passeggiando sotto i portici del Comune di Cagliari incontriamo Princet, una ragazza di colore alta e robusta con in braccio un frugoletto rosa che ciuccia il suo biberon. Sono lì mamma e figlia, le vediamo da lontano, in piedi a chiedere l'aiuto dei passanti. Improvvisamente e lentamente quel fisico massiccio si accascia al suolo stremato dalla fatica dell'allattamento e dalle notti insonni.

E' un attimo e il grande cuore della città si stringe intorno a questa giovane mamme sfortunata. In tanti la aiutiamo a rialzarsi, la prima è una signora di mezza età addetta alle pulizie, poi c'è un nonno che aveva appena portato il suo nipotino a scuola, poi una mamma col suo bimbo nel passeggino e anche un infermiere che sta smontando dal suo turno di notte. E lei, Princet,  con voce flebile in uno stentato inglese implora aiuto per la sua piccolina che di nome fa Vittoria, la sua vittoria, quella che ha tenuto in grembo per nove mesi e per la quale ha combattuto contro le intemperie del mare in quella gelida notte di tre mesi fa quando insieme a tanti altri dipserati è approdata in Sardegna dando alla luce la sua bimba, la sua forza, la sua Vittoria.

La sosteniamo fino ai tavoli del bar più vicino dove la aspetta una abbondante colazione. Intanto in pochi minuti arrivano abitini invernali imbustati alla bene meglio che serviranno alla sua piccola per crescere simbolicamente sotto l'abbraccio caldo della sua città, e si perchè Vittoria è una casteddai Doc, lei è nata a Cagliari  e quella mattina in tanti sono venuti a salutarla con una carezza e con un sorriso.

Ora mamma e figlia stanno bene si trovano in una struttura protetta e sanno di non essere sole, possono contare sul sostegno di tanti buoni cittadini che nel loro piccolo, in un periodo di crisi non ci hanno pensato due volte a dare loro una mano.

Quella mattinata speciale per noi è stata motivo di grande unione. Ci siamo capiti con uno sguardo e tutti avevamo lo stesso scopo comune, tutti parlavamo la stessa lingua quella della solidarietà, al di la del coloro della pelle, delle polemiche mediatiche, dei preconcetti inflazionati...abbiamo raggiunto la nostra Vittoria.

 

FRANCESCA RAVOT

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