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UniCA ma non ultima: l'università cagliaritana alza la testa

Inizia con la manifestazione in Municipio la primavera dell'Ateneo

| di Edoardo Scarpetta
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Noi non ci stiamo: questo il grido che si e’ levato con forza dalla manifestazione programmata da tempo per dire no ai tagli all’Università da parte dello Stato .  La numerosa partecipazione di studenti, docenti, amministrativi  dell’ateneo e anche, e fa piacere sottolinearlo, di semplici cittadini  alla “passeggiata” condotta dal Rettore professoressa Maria Dal Zompo  e dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, dal Rettorato di via Università al Comune di Cagliari ha sancito il successo dell’iniziativa . 

Nel pomeriggio si è svolto sempre presso il Rettorato un seminario che ha  anche ripreso alcuni temi dell’ultima seduta pubblica del Senato accademico con tema “per una nuova primavera dell’Università pubblica: in difesa del diritto di tutti all’alta formazione e del ruolo strategico della ricerca”. Da cui è emersa con forza l’esigenza e l’orgoglio di opporsi ai tagli imposti da una legge che affida al “Principe dell’Algoritmo”, cosi’  ha definito in modo molto efficace il meccanismo perequativo di distribuzione dei fondi alle Università il professor Viesti (università di Bari). Tale algoritmo (in modo piu’ semplice calcolo) risulta se non opportunamente rettificato molto penalizzante  per le realtà del meridione, e in particolare per le nostre università sarde che devono fare i conti con l’insularità e con tutti i problemi che essa comporta oltre che da un’oggettiva scarsa presenza demografica di studenti nell’isola.

Tra gli interventi  si segnala la valida presentazione dei Prof. Viesti e Prof. Fiorentino, dopo una presentazione del Prof. Ciarlo noto costituzionalista, che con dati alla mano hanno sintetizzato le problematiche delle università meridionali , oltre a segnalare che il baricentro della formazione universitaria si sta spostando – proprio grazie al famoso algoritmo, verso le zone a Nord della penisola, verso le università con maggior bacino di utenza e con maggiori risorse.

Per la Regione sono intervenuti gli assessori Firino (cultura) e Paci (bilancio).

L’intervento dell’assessore Paci, che non ha del tutto trovato concordi i rappresentanti degli studenti, ha voluto evidenziare come la Regione non stia sottovalutando affatto il problema e che la stessa Regione ha messo a disposizione degli atenei sardi circa 120.000.000 di euro. Proprio su questo importo si è focalizzata la critica degli studenti poi ricondotta in un successivo intervento di Giuseppe Esposito, rappresentante degli studenti,  alla richiesta di un maggiore  dettaglio dei capitoli di spesa. Notizia dell’ultima ora: alla Finanziaria sarà collegato un emendamento che dovrebbe, in caso di approvazione, portare un po’ di ossigeno alle Università per un importo di euro 5.000.000.

Per la cronaca segnaliamo alcuni  momenti di tensione che si sono avuti quando un gruppo di studenti ( in modo assolutamente non preventivato e con tanto di striscione)  ha contestato con forza la presenza di Confindustria, rappresentata da Alberto Scano, al seminario. 

In breve tempo e con un intervento tempestivo e deciso del Rettore tutto e’ tornato alla calma. L'intervento di Scano ha voluto ribadire come Università, Impresa e territorio debbano lavorare per garantire opportuni mercati di sbocco agli studenti e lo sviluppo della Sardegna. Ha anche offerto collaborazione e disponibilità per eventuali esigenze dell'ateneo 

INSIEME e’ la parola chiave secondo il Rettore  nel suo intervento conclusivo, INSIEME per un nuovo corso dell’Università che risponda anche alle esigenze di diritto allo studio dei ragazzi e ragazze Sarde, Insieme per garantire la ricerca e lo sviluppo dell’ateneo.

Una delle polemiche che ha preceduto la manifestazione di oggi e’ stata senza dubbio la sede di arrivo. Secondo alcuni non doveva essere il Comune ma il Consiglio regionale. Molti hanno visto in questa scelta un modo per non coinvolgere la responsabilità della Regione (per motivi di opportunità politica). Il Pro-rettore professor Mola ha chiarito con poche parole la questione  “la manifestazione e’  contro i tagli a livello nazionale  e quindi l’Università ha voluto coinvolgere il Sindaco come rappresentante della città di Cagliari sede dell’ateneo, tutto qui!”.

Una cosa e’ certa ed è la determinazione di tutte le parti in causa  a continuare fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo … Vogliamo chiudere l’articolo citando quanto detto dalla profesoressa Dal Zompo: "Abbiamo fatto una passeggiata e non un corteo… perché il corteo ha una fine  mentre la passeggiata continua”.

Quindi lavoriamo insieme perché la cultura non ha colore politico e in questi casi tutti dobbiamo puntare all’unico risultato possibile.

Un’università degna di questo nome per salvaguardare e garantire la cultura, la ricerca e lo sviluppo del nostro territorio. Per avere un’Università UNICA e non ultima! 

Winston Churcill disse: "Se non per la cultura perchè dovremmo combattere?". E su questo ci trova pienamente d'accordo, anche perchè la nostra isola e' da sempre sinonimo di tradizione e cultura.

Edoardo Scarpetta

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