Giustizia, le toghe onorarie incrociano le braccia

Al via da lunedì scorso lo sciopero di magistrati onorari e giudici di pace contro le decisioni del governo.

| di A.C.
| Categoria: Attualità
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Settimana calda per l’attività giudiziaria di tutta Italia: da Cagliari a Roma, da Milano a Palermo magistrati onorari e giudici di pace hanno incrociato le braccia da lunedì 21 novembre fino a venerdì 25 per protestare contro il Governo. L’accusa – si legge sul comunicato diramato dalla Federazione Magistrati Onorari di Tribunale (Federmot) – è di aver varato un provvedimento legislativo che aumenta le competenze funzionali della categoria “omettendo di emanare i decreti applicativi e di reperire i mezzi per la copertura dei relativi compensi, segnalando addirittura ai capi degli uffici che tali nuove attività debbano essere svolte a titolo gratuito”.

Pur appartenendo all’ordine giudiziario, i magistrati onorari non esercitano funzione di giudice o pubblico ministero in via professionale, e per questo motivo beneficiano non di una retribuzione vera e propria ma soltanto di una indennità. Si tratta di oltre 5.000 soggetti che si occupano del 60% dei procedimenti civili e penali attualmente in corso.

“Il governo ci deve riconoscere la continuità del servizio, piene tutele previdenziali e assistenziali, uno stipendio congruo e commisurato all’alta funzione da noi svolta”, ha dichiarato l’avvocato Maria Flora Di Giovanni, presidente dell’Unione Nazionale dei Giudici di Pace. 

A.C.

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