I colori delle suites per violoncello

Grande successo per Mischa Maisky interprete di Bach

| di Luigi Puddu
| Categoria: Attualità
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E’ difficile immaginare un violoncello così straordinariamente comunicativo, solo pochi interpreti al mondo hanno questa capacità e Mischa Maisky è uno di loro, un fortunato baciato da un talento quasi sovrannaturale.

Ascoltare le sue interpretazioni delle suite per violoncello di Bach è un’esperienza musicale imperdibile.

Per chi segue da sempre il grande virtuoso lettone, nato a Riga e oggi vicino ai 70 anni di età, la sua maestria non è certo una novità e la si ritrova, nella formula discografica,  in tre incisioni superlative di questi monumenti musicali.

Forse l’unico ad aver affrontato, per ben tre volte, un incredibile itinerario di grande arte qual è il ciclo delle sei suites per violoncello solo.

Qualcuno, di recente, ha indicato nella seconda moglie di Bach, Anna Magdalena, l’autrice delle suites, anche se tale notizia, benché supportata da analisi grafologiche, sia del tutto priva di fondamento compositivo e tecnico-musicale.

Maisky può vantare una carriera sterminata ed è da oltre 40 anni uno dei più grandi violoncellisti oggi in attività.

Negli anni ’70 aveva già vinto un premio al Concorso Ciajkovskij di Mosca, cominciò a studiare con un mostro sacro come Mstislav Rostropovich e di lì a poco, negli Stati Uniti, avrebbe incontrato Gregor Piatigosrsky, diventando l'unico musicista ad essere stato allievo di entrambe queste leggende del violoncello.

Evidentemente tali esperienze, dato il suo talento, lo hanno fatto esplodere come interprete dalla personalità unica e irripetibile.

A Cagliari non lo si ascoltava da quasi 10 anni.

Fu protagonista, nel cartellone del 2008, di un concerto cameristico con la figlia pianista Lily, all’epoca ventenne, che molti abbonati dell’epoca ricordano ancora.

Nel secondo appuntamento cameristico della stagione sinfonica firmata dal sovrintendente Claudio Orazi, con la collaborazione del direttore artistico Mauro Meli, Maisky ha proposto tre delle sei suites per violoncello, la terza, la seconda e per ultima la sesta.

Un’esecuzione da manuale, che unisce il temperamento di un artista cosmopolita come pochi, alla tecnica vibrante di un virtuoso eccelso.

Quale sia la caratura, anche umana, di Maisky lo si capisce da come affronta gli ospiti nel camerino a fine concerto.

E’ un po’ provato da uno stato di salute non perfetto e questo a suo dire si è riverberato nell’esecuzione cagliaritana.

Non sono d’accordo i tantissimi abbonati e non che hanno affollato il teatro per poter ascoltare ed applaudire uno dei più grandi concertisti mai arrivati a Cagliari.

Pur avendo quasi 70 anni è ipercritico con se stesso, come fosse un giovane talento di vent’anni.

Segno evidente che per lui ogni concerto è un evento unico, un momento catartico durante il quale, attraverso le quattro corde di uno strumento leggendario, la sua anima si connette con ogni singolo spettatore che viene trasportato in un mondo suggestivo di emozioni e di colori caleidoscopici.

Anche i suoi camicioni da concerto sono abbinati a ciascuna suite, nero per iniziare, bianco a metà e per chiudere un azzurro accesso che ti lascia ancora di più il ricordo di un’esecuzione ricca di pathos, fantasia e disarmante bravura.

Alla fine due bis bachiani di rara bellezza che accompagnano il pubblico ancora in estasi.

 

 

 

 

Luigi Puddu

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