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I segreti dello specchio nella tradizione popolare

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Lo specchio, oltre ad essere uno strumento utile per svolgere le operazioni quotidiane di igiene personale e per osservare il proprio aspetto, ha assunto nelle diverse culture un ruolo differente, arrivando anche a diventare uno strumento magico e potente. Ecco perché conoscere alcuni dettagli relativi allo specchio, alla sua nascita e anche a quelle che erano fiabe e leggende legate agli specchi può essere non solo curioso, ma anche utile per comprendere altre culture e tradizioni.

La storia dello specchio

Lo specchio ha una nascita collocabile in un’epoca indefinita, in quanto venivano, sin dagli albori della civiltà, utilizzate varie superfici riflettenti per poter osservare la propria immagine. Venivano anche realizzati specchi in argento, bronzo o rame, metalli che erano modellati e lucidati al fine di riflettere le immagini.  Fu nel XIV secolo che si osservò la nascita di uno specchio molto simile a quello che conosciamo oggi, formato da una lastra di vetro e fogni di mercurio e stagno. Visto il loro costo questi specchi, realizzati per la prima volta a Venezia, erano considerati un prodotto di lusso. Solo nel XIX secolo lo specchio iniziò ad essere presente in tutte le case, in quanto un nuovo processo di produzione determinò una riduzione notevole del costo.

Lo specchio nelle favole e nella letteratura

Lo specchio, proprio per il fatto di essere sempre stato considerato un oggetto misterioso, è stato utilizzato all’interno di favole e storie per rappresentare scenari diversi. In Alice Attraverso lo Specchio di Lewis Carroll lo specchio diventa un portale grazie al quale approdare ad un mondo fantastico e alternativo, mentre nella favola di Biancaneve la matrigna utilizza lo specchio sia come metodo di divinazione sia per avere conferme sul suo aspetto e sulla sua bellezza.  Anche nei film lo specchio è stato spesso utilizzato come strumento magico, come nella pellicola Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, nel quale lo specchio diventa un canale attraverso il quale cambiare anche il proprio volto, mentre in altri film e telefilm gli specchi si utilizzano spesso per imprigionare esseri malvagi.

Lo specchio nella cultura popolare e nella religione 

A livello popolare, sin dall’epoca dei Romani, lo specchio è stato visto come uno strumento in grado non solo di riflettere l’immagine, ma anche di intrappolare una parte di sé, spesso l’anima. Per questo motivo in tante culture e religioni, come ad esempio Cristianesimo e l’Ebraismo, alla morte di una persona si coprono gli specchi, in modo che la sua anima non rimanga intrappolata in essi.

Lo specchio è stato spesso utilizzato anche come strumento divinatorio, al pari della sfera di cristallo, per poter vedere il futuro ed indagare alcune circostanze. Ad esempio, nel Paganesimo, ancora oggi vengono realizzate cerimonie che coinvolgono lo specchio in date particolari, come quella della vigilia di ognissanti durante la quale sarebbe possibile, ponendosi davanti allo specchio con una candela, vedere riflesso in esso il volto della persona che si sposerà. Infine, ancora oggi le popolazioni indigene, ad esempio quelle del Sudamerica, rifiutano di specchiarsi perché pensano che nella superficie riflettente si possa rimanere intrappolati.

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