Una piazza a Genneruxi per ricordare Louis Braille

Nelle Nona giornata del Braille una piazza per l'omonimo studioso

| di Redazione
| Categoria: Comunicati Stampa
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Domani in occasione della Nona giornata del Braille, la cui ricorrenza è il 21 febbraio si svolgerà a Cagliari la cerimonia di Intitolazione di una piazza cittadina a Louis Braille all’angolo tra Via Stoccolma e Via dell’Abbazia 
Seguirà presso Sala consiliare del Comune di Cagliari Via Roma 145, una conferenza con saluto di benvenuto di Raimondo Piras, Presidente del Consiglio Regionale sardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS.

Ci saranno poi degli interventi sul ruolo e la funzione del Club Italiano del Braille” - Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braillle e una relazione sul“Il perché di una Giornata Nazionale del Braille”, di Mario Barbuto, Presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS.

Verrà posto l'accento anche sull'importanza dell “Insegnamento del Braille nella formazione scolastica e professionale” a cura di Linda Salis, componente la Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS e del Braille come mezzo di comunicazione per persone con disabilità plurime”, a cura di  Angela Pimpinella, componente la Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
La mattinata sarà chiusa e allietata dall' esibizione musicale di Silvia Zaru, pianista non vedente.

Loius Braille diventato cieco all’età di tre anni, ha dedicato tutta la sua vita a trovare ed elaborare un metodo di lettura e scrittura che ha consentito a chi non vede l’accesso alla cultura, dandogli la stessa dignità e gli stessi strumenti della persona vedente; nato il 4 Gennaio 1809, nel 1836, nel corso di una memorabile conferenza, egli dimostrò pubblicamente che con il suo sistema un cieco poteva non solo leggere, ma anche scrivere con la stessa velocità di chi vede.
Un’ insigne figura che oggi, dopo più di duecento anni dalla sua invenzione,continua a dar vita alla base culturale del cieco sia nella scrittura e nella lettura, ma anche nell’interpretazionedella segnografia musicale e della matematica. Il sistema è stato adattato ad innumerevoli lingue, e domani si coglie l'occasione per ringraziare “l’uomo del buio che ha illuminato il mondo”.

 

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