Digital migrantes, nasce a Cagliari il software per gestire l'accoglienza

A Sinnova Arionline presenta una piattaforma per un unico fascicolo digitale dei migranti e dei minori non accompagnati

| Categoria: Cronaca
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Si chiama Digital migrantes, è stata sviluppata in un ufficio di viale Marconi per girare il mondo sui tablet e gli smartphone e verrà presentata a Cagliari la prima piattaforma di gestione dell’accoglienza  migranti.

L’iniziativa è di Arionline, una società di sviluppo software sarda che da più di vent’anni lavora per la pubblica amministrazione in Sardegna e in Italia: sarà proprio Digital Migrantes uno dei momenti più interessanti di Sinnova, importante evento dedicato all’Innovazione e alle nuove tecnologie  che si svolgerà  alla Manifattura Tabacchi di viale Regina Margherita a partire da domani.

Spiegano Roberto Zedda e Arnaldo Pontis, uno responsabile commerciale della società e l’altro responsabile tecnico, i due cervelli di questa grande iniziativa: “Ci abbiamo lavorato in questi mesi partendo dalla considerazione che non esiste un software che aiuti gli operatori nelle varie fasi dell’accoglienza e sia in grado digestire in modo integrato tutte le informazioni e le attività di supporto quotidiano alle persone migranti, dallo sbarco  all’accoglienza, consentendo il caricamento e il controllo in tempo reale via internet delle informazioni e la digitalizzazione dei documenti. Dall’identità della persona alle visite mediche, dai vaccini alle assegnazioni ai centri di accoglienza, dalle prestazioni professionali di  mediazione linguistica e culturale, fino ai servizi socioasssistenziali. Così abbiamo ideato un sistema aperto e molto accessibile dal punto di vista dello scambio delle informazioni online, ma anche altamente protetto e sicuro (tutte le transazioni e i database sono criptati).

In particolare, com’è scritto nella presentazione, (visionabile anche in un video:https://youtu.be/0GOPaCRisOE )   le criticità dell’attuale metodo di gestione sono queste:

1) non c’è un software italiano accessibile a tutte le istituzioni in sicurezza e privacy via internet; 2) non esiste un database standardizzato sulle linee guida del ministero dell’Interno;

3) troppe  informazioni vengono gestite manualmente, con un’enorme perdita di tempo, nel migliore dei casi con software che non dialogano tra loro e con dati non certificati; 4) i database sullo stesso individuo non sono standardizzati ma diversi per ogni istituzione o ente.

“Il problema è ancora più serio”, proseguono Zedda e Pontis, “quando riguarda i più deboli tra i deboli, che arrivano sulle nostre coste ovvero i minori non accompagnati”. Che dovrebbero essere tutelati ancora di più rispetto agli adulti ma che in realtà ricevono spesso lo stesso trattamento: una prima accoglienza che diventa anche l’ultima, viste le difficoltà di gestione dei flussi che lo Stato, attraverso le prefetture, scarica sulle regioni e soprattutto sui comuni.

La piattaforma DigitalMigrantes è stata infatti pensata per gestire il “Fascicolo Digitale” sia dei Migranti che degli MSNA (Minori stranieri non accompagnati)  e consentire alle diverse istituzioni pubbliche centrali e locali coinvolte (Prefetture, Questure, Tribunali dei minori, ASL, Comuni ecc.) il governo e coordinamento dei processi permettendo anche ai tanti  operatori del terziario sociale  (privati, cooperative, Onlus, ONG, Tutori legali, professionisti e volontari)  che gestiscono o lavorano presso i  Centri di Accoglienza, di avere sempre disponibili anche in mobilità, la visione, il caricamento e la gestione  delle aree di dati e documenti per i quali siano stati autorizzati.

La prima fase di sperimentazione è prevista proprio in questi giorni. A Cagliari? “Ci stiamo lavorando, non possiamo dire di più”. Ma il nostro Digital Migrantesintende superare tutti i problemi tecnologici, dicono Pontis e Zedda: le informazioni sono divise per aree di competenza, i linguaggi informatici dialogano tra loro via internet in modo sicuro e  attraverso sistemi automatici di webservice.

Il risultato è che si risparmia tempo e finalmente si acquisiscono certezze sulla condizione delle persone migranti e sull’impatto reale della loro presenza sulle strutture e sul territorio che li ospita.

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