Prigioniero della sedia a rotelle e dell'ascensore guasto

Sant'Elia, la triste storia di un giovane invalido. La famiglia lancia un appello al Comune e ad Area

| Categoria: Cronaca
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Stefano Saba ha trentacinque anni e da due anni è prigioniero nella sua casa popolare di Sant'Elia. Prigioniero da due anni e due volte: della sedia a rotelle con la quale deve convivere e di un ascensore che non funziona. Staccato, per debiti del condominio, dalla casa costruttrice, la tedeschissima Thyssnkrupp. 

Un tempo quando l'ascensore funzionava e quando gli altri 17 inquilini del palazzo Gariazzo (via Schivazzi 6/d) qualcuno dei suoi familiari lo accompagnava al centro Aias, la sua vita era migliore. Non molto, certo, ma un po' di più sì. "Stare con gli altri mi piace, da solo mi annoio", spiega Stefano, con la semplicità delle cose vere. E il fratello Alessandro allarga le braccia: "Non posso pagare da solo il debito dei condomini e la situazione sta andando avanti così ormai da due anni", commenta. "Alla fine certo che ne facciamo tutti le spese ma soprattutto è mio fratello la vittima, perché non è possibile portarlo in strada se non con l'ascensore. Stefano ha frequentato il centro Aias per quasi trent'anni di viale Poetto, vorremmo che riprendesse a farlo. Non ci resta che lanciare un appello al Comune e ad Area". Sperando che non cada nel vuoto ma che sia raccolto, invece, in fretta. 

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