"Alle elezioni di Cagliari scrivi Zedda due volte e non sbagli"

Intervista a Renzo Zedda, animatore della Marina e candidato con la Base. "Sì al baratto amministrativo per alleggerire i conti pubblici"

| Categoria: Politica
STAMPA

Il centro storico di Cagliari lo conosce bene. E non solo quello: "Sono nato a Stampace ma vivo da sempre alla Marina, ho 68 anni e non mi sono mai staccato dalal mia città". 

Renzo Zedda è candidato con la Base per un posto in Consiglio comunale, al fianco di Massimo Zedda. "Che non mi è parente". E c'è più di una buona ragione per votarlo: "Sono alla mia prima esperienza politica, sinceramente in tutti questi anni ho seguito la politica a tutti i livelli ma soltanto adesso che ho nmeno impegni posso permettermelo". Meno impegni sdi fa per dire: Renzo Zedda da quest'anno è pensionato ma le cose da fare non gli mancano. 

Scrivi Zedda due volte, abbiamo trovato lo slogan...

"Mi piace lo slogan e mi piace l'idea di sostenere la base e sostenere Massimo. Non è più un ragazzino ma ha dimostrato di essere davvero all'altezza del suo ruolo. Cagliari ha bisogno di energie e di decisione".

Però qualche errore e qualche ritardo c'è stato...

"La perfezione non è di questo mondo. E' normale quando ci sono vari livelli ammniistrativi che il tuo desiderio non si trasformi immediatamente in opera pubblica. Ma i cagliartiani sono più intelligente di quanto sospettiamo e alla prova del voto non faranno la sciocchezza di scegliere figure diverse dal sindaco Zedda".

Parliamo di te: è vera questa leggenda dell'ascensore?

E' vera eccome. Ero poco più che bambino, facevo già il garzone alla Icet Rossi, un'azienda elettrica e ogni giorno speravo che mi mandassero a consegnare lettere alla Società elettrica Sarda, al palazzo oggi dell'Enel in piazza Deffenu. Quello era il primo e pure unico grattacielo di Cagliari e aveva l'ascensore con le doppie porte che si aprivano con la cellula fotoelettrica.  Una cosa rivoluzionaria che lasciava a bocca aperta noi ragazzini. In questi 55 anni Cagliari è cambiata moltissimo: alla Darsena negli anni '60 c'erano ancora i carretti trainati dagli asinelli per i trasporti, per dire".

E' cambiata in meglio la città? Sotto tutti i profili?

"Ma sì. Era un città di transito e ora è una città di sosta. Paradossalmente i turisti ci stanno insegnando ad apprezzare Cagliari. Chi non è proprio ragazzino sa che un tempo era considerato pericolo addentrarsi nel quartiere Marina. Chi grida a un'impennata della microcriminalità non sa di cosa parla. Certo, i problemi esistono anche oggi. Ma la convivenza multietnica che si sta praticando pacificamente nei quartieri storici e pure a Pirri è un segno che questa è una città. Io ho due nipoti senegalesi".

Due nipoti senegalesi?

Una signora senegalese che abita in via Sant'Eulalia a fianco a casa mia abveva bisogno di lavorare e non poteva guardare Bambai né pagare una baby sitter. E' finita che Bambay e Saliu li guardiamo io e mia moglie da tanti anni. Ormai sono grandi, giocano a basket. Sono bellissimki i nostri nipoti senegalesi".

Sei presidente di alcune associazioni culturali e musicali: non sarà il caso di andare in pensione anche dalla tastiera?

"Eh sì, più poi che prima, però. Ho iniziato, come tanti, sulla scorta del successo dei Beatles e questa passione l'ho contagiata anche alle mie figlie, che hanno studiato al Conservatorio e sono due musiciste professioniste. Al di là di questo, però, mi piace l'educazione musiciale e la musica in quanto tale. E' un enorme atrumento per socializzare e toglie lo stress".

Qual è il tuo primo progetto da portare avanti con la Base a Cagliari?

"Valorizzare i siti archeologici e culturali ancora di più, dandoli in gestione senza oneri per il Comune alle associazioni e alle coop. Qualcosa di inmportante è stato fatto in questi anni ma si può fare ancora di più. La cultura genera posti di lavoro, lo sappiamo e dobbiamo tenerne conto. E poi c'è la questione della pulizia e dell'igiene della città: dobbiamo trovare il sistema, con il baratto amministrativo o sfruttando il regolamento delle sponsorizzazioni, di affidare ai privati più volenterosi pezzi della città. Faccio un esempio, che poi è anche nel programma della Base per cagliari 2016: se un commerciante in cambio della riduzione del tributo locale o di un'altra agevolazione si occupa di lavare e spazzare la strada davanti alla sua attività, secondo voi fa bene o fa male? Io credo che ci guadagni il Comune ma al tempo stesso, senza fregare nessuno, ci guadagni anche quel commerciante. E soprattutto è l'immagine della città che ne esce arricchita".

 

 

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