"Violenza sulle donne - Intervista alla Dott.ssa Emanuela Senes"

Il punto di vista di chi opera in prima linea

| di Elisabetta Gasperini
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Intervista alla Dottoressa Manuela Senes Psicologa - Operatrice Centro Antiviolenza. Cosa è la violenza di genere?" La violenza di genere è la violenza agita da un uomo su una donna in quanto donna. Secondo l'Unicef è "una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, che nega il diritto delle donne all’uguaglianza, alla sicurezza, alla dignità, all’autostima e il loro diritto di godere delle loro libertà fondamentali".
Il fatto che gli autori siano uomini non significa che la violenza sia connaturata al genere maschile: non tutti gli uomini sono violenti. Recentemente è stata infatti messa in discussione la dicitura “violenza maschile” preferendole quella di “violenza maschilista” per indicare che non esiste una “natura maschile violenta” ma modelli culturali ai quali si aderisce."
Come riconosco se sono vittima di violenza di genere? " La violenza di genere è agita principalmente nel contesto delle relazioni di intimità; nella storia di queste relazioni non rappresenta un episodio, un’eccezione, ma una forma di rapporto. Se la relazione affettiva è vista come luogo in cui è legittimo esercitare un possesso e agire un potere, la violenza ha, nell’economia della relazione una funzione di controllo, subordinazione e annullamento della soggettività dell’altra. Non va perciò confusa con il conflitto all'interno della coppia: il conflitto contiene il riconoscimento dell’altro/a; nella violenza, al contrario, la realtà dell’altro/a viene negata perché gli viene impedito di esprimersi; non esiste intersoggettività né una relazione di parità."
Ci sono dei segnali che mi aiutano a capire prima se il mio compagno è una persona che potrebbe diventare violenta nel caso io decida di interrompere la relazione? "Diversamente da come spesso suggerisce la rappresentazione mediatica del fenomeno, la violenza non "esplode" in un raptus improvviso dopo l'interruzione di una relazione ma tutta la storia relazionale è connotata da violenze, che possono semmai acuirsi nel momento della rottura del rapporto, quando l'uomo sente di aver perso il controllo.
Per le donne è importante saper riconoscere la violenza anche quando questa non si manifesta in agiti eclatanti sul piano fisico ma si esprime su un piano psicologico che, attraverso il controllo, la gelosia ossessiva, l'isolamento dalla rete amicale e sociale, le continue svalutazioni e umiliazioni, conduce a una costante e graduale erosione della capacità di autodeterminazione e dell'integrità personale."
Cosa posso fare se sono vittima di violenza? "Parlarne, cercare aiuto nella mia rete sociale, rivolgermi a un Centro Antiviolenza.
I Centri Antiviolenza, nati negli anni 70 in Inghilterra e attivi in Italia dai primi anni 80, hanno sviluppato un sapere specifico sulla violenza di genere.
Le donne vi possono accedere nel rispetto dell’anonimato e della segretezza; possono intraprendere un percorso di uscita dalla situazione di violenza che pone al centro il loro desiderio e si basa sulla valorizzazione dei loro vissuti e delle loro competenze, sul non giudizio, sul rafforzamento dell’autodeterminazione, sulla condivisione di un piano di sicurezza che riduca il rischio e, se lo desiderano, conduca all’allontanamento dalla situazione di violenza.
Il principale strumento di lavoro è la relazione di aiuto egualitaria con le operatrici: si opera con il consenso delle donne e per il loro vantaggio, rispettandone le scelte e consentendo di sperimentarsi in rapporti paritari, alternativi agli schemi di subordinazione e confusione di confini incontrati nella relazione con il maltrattante."

Elisabetta Gasperini

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