Gravidanza: i nuovi equilibri nella coppia e l’importanza del partner

| di Elisabetta Gasperini
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L’attesa di un bambino porta nuovi equilibri nella relazione di coppia, sia che il bambino sia atteso sia che arrivi inaspettato. In Italia di solito tutta l’attenzione si concentra sulla mamma e sul suo pancione, mentre ben poca è riservata all’altro genitore o alla coppia. Nei seminari pre-parto ricordo sempre alle coppie che è meglio approfittare della gravidanza per parlare della gestione futura del bambino, delle paure, dei dubbi, dei bisogni, perché dopo, tra pannolini, gioia e notti insonni, forse non avranno più la testa per pensarci.
Primo trimestre: nuovi equilibri
E’ il momento della novità; ci possono essere delle paure per l’interruzione della gravidanza e molte coppie preferiscono far passare del tempo prima di comunicare agli altri la dolce attesa. Inoltre, ad eccezione delle nausee, non ci sono ancora segnali nel corpo che possano far sentire effettivamente il bambino, i suoi movimenti, il suo stato di salute. E’ un momento un po’ sospeso ed è una buona occasione per una progettazione di coppia, per chiarire i dubbi reciproci, interrogarsi. Ci sono tanti libri che possono aiutare, tra cui, finalmente, i manuali del papà, che vanno bene anche per le co-mamme. Ad esempio “Il manuale del papà” di Richter e Schafer.
Secondo trimestre: la comunicazione
Inizia la comunicazione più attiva con il bambino: i genitori possono percepire i suoi movimenti e il bambino inizia lo sviluppo dei sensi, perciò può, ad esempio, sentire suoni e ricordarli dopo la nascita. Può sentire la voce dei genitori e reagire diversamente con ognuno dei due. E’ il momento del “bonding”, quel particolare legame di attaccamento che si sviluppa già dal pancione. E’ un legame fatto di interazioni: se vorrete raccontare delle storie o cantare delle canzoni il bambino le ricorderà dopo la nascita; naturalmente non capisce il significato delle parole, ma ricorderà la voce, il ritmo, l’intonazione e quei suoni saranno utili per farlo rilassare. Inoltre potete letteralmente giocare con il pancione: potete cullarlo, passare le mani sulla pancia e vedere le reazioni del bambino. Come potete vedere sono attività che la coppia può fare assieme.
Terzo trimestre: presto in arrivo
Il terzo trimestre può essere faticoso per la mamma: la pancia diventa ingombrante e pesante, può essere dolorosa e spesso, nelle ultime fasi della gravidanza, le donne da un lato non vedono l’ora che il bimbo nasca, dall’altro possono essere preoccupate dal parto. Il partner può aiutare con dei massaggi per la schiena affaticata. Inoltre per le donne “che non devono chiedere mai” questo è il momento di allenarsi a farlo: molte donne cercano di fare tutto da sole, non chiedere mai aiuto, perché fa parte dell’educazione femminile italiana. Dovete pensare che le vostre energie non sono infinite e che la gestione della famiglia riguarda anche l’altro genitore: è il caso che vi alleniate a chiedere aiuto adesso, per essere pronte quando il bambino arriverà. Non sono previste medaglie al valore per le mamme-wonder-woman e il vostro partner si sentirà più coinvolto e utile se gli darete la possibilità di aiutarvi.
Naturalmente tutto questo non vuole dire che un genitore single non possa crescere comunque bene un figlio. Ne parleremo nei prossimi appuntamenti con gravidanza e primi anni del bambino.
Alla settimana prossima per parlare dei momenti di parto e post-parto.

Elisabetta Gasperini

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