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L'imprenditoria italiana trae linfa vitale dal bando Resto al Sud: le modalità per accedere all'agevolazione

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Dopo la pandemia l'imprenditoria italiana, soprattutto al Sud, ha subito una preoccupante fase di ristagno dopo un periodo di crescita piuttosto promettente. In questo contesto sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell'economia nazionale il bando Resto al Sud, misura lanciata nel 2017 e rinnovata negli anni successivi in seguito al notevole successo riscontrato.

Negli ultimi anni sono state introdotte delle novità per ampliare la platea di beneficiari del bando. L'agevolazione in un primo momento era destinata agli imprenditori under 34, poi under 45 e infine under 56, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021.

Altra novità importante è l'estensione della misura alle zone sismiche colpite dai terremoti nel 2016 e 2017, come Lazio e Marche. Da segnalare anche l'allargamento alle attività commerciali e alle isole minori in tutta Italia, comprese le zone isolane del Centro-Nord.

Il bando Resto al Sud è riservato ad alcuni settori specifici tra i quali rientrano il turismo, il commercio, la fornitura di servizi, le attività libero-professionali individuali in società, il settore industriale, l'artigianato, la trasformazione di prodotti agricoli e le attività ittiche come la pesca.

Nei territori del Sud sono soprattutto due i settori a farla da padrone: il turismo e la ristorazione. Non è certo una sorpresa, poiché il turismo è da sempre uno dei settori trainanti dell'economia meridionale, così come è nota la forte tradizione gastronomica diffusa in tutte le regioni del Sud Italia.

Naturalmente ci sono tanti altri negozi e attività alternative che si possono avviare con i fondi messi a disposizione dal bando Resto al Sud, come ad esempio un negozio di articoli religiosi, un negozio di materiale elettrico, un centro yoga, un negozio di modellismo o un negozio vintage.

Per lasciarsi ispirare è possibile leggere l'articolo di approfondimento che propone numerose idee per aprire un negozio, in ogni caso è consigliabile farsi seguire da esperti del settore, come ContributiPMI, che oltre a fornire utili suggerimenti può occuparsi di tutto l'iter burocratico.

É infatti necessario proporre idee fattibili e innovative sul territorio che possano essere accettate. Non sono previste graduatorie infatti e la valutazione delle richieste è possibile fino ad esaurimento dei fondi. Bisogna quindi presentare la domanda in tempi stretti, poiché la disponibilità di fondi, benché ampia, è limitata e potrebbe non soddisfare le richieste presentate dai soggetti che rientrano nei requisiti. Inoltre la domanda deve essere accompagnata da un progetto ben strutturato e dotato di un business plan credibile e solido. Anche in questo caso è essenziale l'affiancamento da parte di figure esperte.

Tuttavia bisogna sottolineare che i contributi derivanti dal piano Resto al Sud non possono essere utilizzati per coprire ogni costo. La pubblicità, ad esempio, non rientra tra le spese ammesse. I fondi possono invece essere impiegati per altre spese come l'acquisto di attrezzature, impianti e applicativi e ristrutturazioni effettuate negli spazi aziendali o negli immobili dell'impresa.

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